Asti Lirica: La Bohème incanta il Teatro Alfieri, 14 febbraio 2026
LA BOHÈME
Opera in quattro quadri
Libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa
da Scènes de la vie de bohème di Henri Murger e Théodore Barrière
Musica di Giacomo Puccini
Direttore d’orchestra Aldo Salvagno
Regia Stefano Ferrara
Personaggi e Interpreti:
- Mimì Erika Grimaldi
- Musetta Aleksandrina Mihaylova
- Rodolfo Haiyang Guo
- Shaunard Francesco Cascione
- Colline Davide Sodini
- Marcello William Allione
- Benoît/Alcindoro Armando Ariostini
- Parpignol Franco Berto
- Il sergente dei doganieri Mario Gaudino
- Un doganiere Stefano Zanna
- Un venditore ambulante Gino Sforza
- Un monello Esther Dapino
Orchestra Fondazione Fossano Musica
Coro Lirica Tamagno
Coro voci bianche Gocce d’Oro, Istituto Comprensivo Caduti di Cefalonia
Direttore del coro Entela Kulla
Produzione: Comune di Asti e Impresa Lirica Tamagno
Teatro Alfieri, 14 febbraio 2026
Una rappresentazione suggestiva, frutto della direzione artistica di Renato Bonajuto e del sostegno dell’Assessorato alla Cultura guidato dall’assessore Paride Candelaresi. La lirica ad Asti ha raggiunto livelli di eccellenza, dimostrando che, con scelte oculate e impegno, una realtà di provincia può competere con i grandi teatri italiani.
Fondamentale è stata la collaborazione con realtà musicali regionali, come la storica Impresa Lirica Tamagno, custode di scenografie e velari dipinti che, pur appartenendo al passato, conservano un fascino senza tempo. L’allestimento ha integrato le tele contemporanee di Gian Luigi Delpin (in arte “Mac”), realizzate in tempo reale direttamente sulla scena.

Il programma di sala, curato e offerto dal Rotary Club di Asti, celebra il contributo degli artisti che hanno partecipato alle ventidue edizioni della Bohème ad Asti, tra cui interpreti di prestigio come Camilla Pasini e Cesira Ferrani, protagoniste della prima assoluta torinese.
Guest-star della serata è Erika Grimaldi, astigiana, conquista il pubblico già dalla celebre aria Sì, mi chiamano Mimì. Da lì in avanti, ripetutamente applaudita anche a scena aperta, la performance cresce in intensità fino all’ultimo atto, drammatico e commovente.

Armando Ariostini, nei ruoli di Benoît e Alcindoro, regala momenti teatrali di autentica classe, dimostrando che non esistono piccoli ruoli, ma solo artisti che con il loro talento rendono giustizia alla parte. Il soprano Aleksandrina Mihaylova veleggia elegantemente nel ruolo di Musetta (ci aspettiamo da lei grandi successi, tra cui il futuro ruolo di Violetta in La Traviata al Teatro Sociale “G. Busca” di Alba il prossimo 28 febbraio sotto la direzione del giovane M° Sirio Scacchetti).
Il giovane tenore cinese Haiyang Guo, formato all’Accademia del Teatro alla Scala, debutta da protagonista nel ruolo di Rodolfo, con tecnica impeccabile e acuti ben sostenuti, anche se (siamo fiduciosi) per un futuro brillante nell’interpretazione dell’opera, occorrerà una migliore italianità. L’incantevole basso Davide Sodini nel ruolo di Colline conquista il pubblico con una performance intensa e sicura. Che dire se non “Bravo!”. Molto bene William Allione (Marcello).

Completano dignitosamente il cast Francesco Cascione (Shaunard), Franco Berto (Parpignol), Mario Gaudino (sergente dei doganieri), Stefano Zanna (doganiere), Gino Sforza (venditore ambulante) e Esther Dapino (monello).
La regia di Stefano Ferrara si mantiene fedele alla tradizione, pur introducendo leggere sfumature interpretative personali. Alcuni movimenti di massa risentono degli spazi ridotti, ma nel complesso la messa in scena risulta armoniosa e godibile.
Alla guida dell’Orchestra della Fondazione Fossano Musica, composta da giovani musicisti, il M° Aldo Salvagno realizza un’esecuzione di grande dedizione. Ottime le performance del Coro Lirica Tamagno istruito da Entela Kulla e del Coro voci bianche Gocce d’Oro dell’Istituto Comprensivo Caduti di Cefalonia.

Il pubblico entusiasta si è a lungo trattenuto in sinceri applausi, indice di un alto gradimento per un modo di fare teatro che trova ancora largo spazio
Roberto Cucchi



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